A proposito di ICF: Classificazione Internazionale del Funzionamento di Disabilita’ e Salute

ICF: Classificazione internazionale del funzionamento di disabilità e salute

L’OMS raccomanda l’uso congiunto di ICD-10 per codificare le condizioni di salute di ogni soggetto e di ICF per descrivere il funzionamento della stessa persona nel contesto  (per chi è pratico con le lingue straniere è possibile consultare questo strumento direttamente in rete grazie al browser ufficiale).  Ho partecipato ultimamente ad un corso di formazione in cui si parlava di ICF e la relatrice di fama nazionale, applicando l’etichetta “sperimentale” alle attività da proporre nel nostro ambito regionale, ha lasciato trasparire non poche perplessità. Nella provincia dove lavoro l’ICF non è utilizzato e la Regione non ha ancora legiferato in merito, anche se la legge dello Stato n. 107 ne prevede l’impiego. La mia scuola utilizza dei Protocolli d’Intesa, con strumenti di osservazione e modelli PDF e PEI totalmente scollegati  dall”ICF.

E’ da tenere in considerazione il fatto che la differenza tra Accordi di Programma e Protocolli d’Intesa, sta nel fatto che solo i primi hanno forza di legge e sono vincolanti per un’azione efficace (legge 104/92 art. 13). Tra le poche esperienze che ho avuto modo di conoscere è da menzionare quella dell’Ufficio Scolastico di Treviso. Qui nel 1998 gli Accordi di Programma già esistevano e oggi contemplano l’uso dell’ICF.

Ogni lingua per poter essere conosciuta deve essere usata! .., Quindi, di che cosa abbiamo bisogno per utilizzare questa codifica?

  1. Un accordo di corresponsabilità tra le parti (Accordi di Programma – legge 104/92 art. 13): tutti gli attori devono utilizzare la stessa lingua in uno specifico contesto di osservazione.
  2. Una formazione adeguata per tutti gli operatori e la possibilità di avere un supporto diretto come avviene per molte Community in Rete.
  3. Maggiore accessibilità al testo in lingua italiana (non previsto nel browser sopra indicato), commercializzato da Erikcson (in Rete è reperibile una versione breve con 2 livelli di codifica su 4).
  4. La “Sostenibilità” dell’utilizzo di questo strumento complesso che richiederebbe anche una (auto)formazione specifica: poco materiale è disponibile in rete o in piattaforme come You Tube dove, digitando “ICF”, ci si imbatte solo in una serie di convegni e poco altro.

ICF

COME CI SI FORMA IN MANIERA OPERATIVA?

Nella versione breve dell’Erickson a cui sopra si è fatto riferimento si potrà trovare una breve spiegazione del suo utilizzo (pagg. 191-212).    Qui sotto, riporto un esempio di applicazione dell’ICF (dall’Ufficio Scolastico di Treviso) ampiamente documentata nel sito ufficiale. I documenti di cui tenere conto sono:
1. ACCORDI DI PROGRAMMA (premessa indispensabile) all’interno dei quali è previsto l’utilizzo dell’ICF.
2. La PUBBLICAZIONE FONDAMENTALE di quanto realizzato che qui chiameremo VOLUME 2 (fai clic su “Scarica la pubblicazione” – 3.6 MB).
3. Altre pubblicazioni a corredo: volume 3, voloume 4.

PER ORIENTARCI FACCIAMO UN ESEMPIO TRATTATO NEL VOLUME 2       (è conveniente scaricare il testo e seguire passo passo)

PREMESSA: in questo contesto dove si parla di PROFILO DI FUNZIONAMENTO  (Ccome Diagnosi Funzionale+ Profilo Dinamico
Funzionale),  nella strutturazione del PEI sono presenti gli “ASSI”:
  • Alle pagg. 7 e 8 del vol. 2 sono riportate le CATEGORIE ICF SELEZIONATE NELLA SCHEDA DI SEGNALAZIONE (vedi di cosa si tratta alla pag. 6 in fondo: “Il primo strumento elaborato è la Scheda di Segnalazione che
    permette agli insegnanti di descrivere …).
  • Prendiamo come esempio la voce “d115 ASCOLTARE” (pag. 59 del testo breve Erickson). A pag. 43 – vol. 2 è presente la sezione “COSA SI INTENDE PER … d115 ASCOLTARE?” NEI DIVERSI ORDINI DI SCUOLA.
  • (pag. 143 – vol. 2) Prendiamo, tra le varie situazioni documentate, una SINDROME DI DOWN – SCUOLA SUPERIORE DI PRIMO GRADO.
  • A pag. 144 – vol. 2 è riportata la DIAGNOSI FUNZIONALE CON QUALIFICATORI DA 0 A 4:  Nessun Problema(0) – Lieve(1) – Medio(2) – Grave(3) – Completo(4) – 8 (Non Specificato) – 9 (Non Applicato).
  • Alle pagg. 144-148 – vol. 2 abbiamo il PROFILO DINAMICO DI FUNZIONAMENTO, mentre alle pagg. 149-153 – vol. 2 troviamo la strutturazione del P.E.I.

TUTTO E’ REALIZZATO E DOCUMENTATO ATTRAVERSO UN’EVIDENTE SINERGIA TRA GLI ATTORI COINVOLTI CHE, OLTRE AD USARE LA STESSA LINGUA “LA PARLANO TRA LORO”

Spero che questo breve percorso esemplificativo possa aver chiarito qualche dubbio ai colleghi interessati. L’esperienza dell’Ufficio Scolastico di Treviso credo sia degna di nota così come le poche altre esperienze realizzate  in tutta Italia. Basterebbe adottarne il percorso come già hanno fatto altre regioni. Uno strumento come l’ICF, così valido e complesso, perde inesorabilmente la sua natura  e la sua sostanza quando viene utilizzato sporadicamente o in maniera poco condivisa. Le premesse per la sua applicazione sono troppo importanti e devono essere garantite affinché non si riduca ad un complesso “esercizio di stile”.

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