Edmodo piattaforma “Free and Open”

Edmodo è una Piattaforma Web Educativa usata da circa mezzo milione di studenti. È gratuita e tremendamente funzionale se utilizzata “a misura di contesto”: l’insegnante crea gruppi di lavoro o classi virtuali, cosa non da poco, senza bisogno che gli alunni possiedano un indirizzo e-mail. È necessario solo un codice d’ingresso generato dall’inferfaccia insegnante e una password.

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Si tratta di una risorsa meno impegnativa di Moodle o Docebo, piattaforme tradizionali di e-Learning destinate prevalentemente a un’istruzione superiore o universitaria. con Edmodo si può ottenere lo stesso effetto sperimentato con facebook, a cui assomiglia nella sua veste grafica. Edmodo, insieme a Schoolology e Fidenia  (portale italiano), è considerato una piattaforma “Social Learning”.

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Google Classroom costituisce una valida alternativa, ma rispetto a quest’ultimo Edmodo permette la formazione di classi/gruppi “per interesse” o progetti a classi aperte: ogni alunno può partecipare a più “ambienti virtuali” che funzionano in maniera completamente autonoma. In ognuno di essi è previsto uno sfondo personalizzato su cui condividere informazioni e molto altro. Il professore può configurare le diverse caratteristiche del gruppo, assegnare compiti, generare nuove discussioni e persino gestire i progressi attraverso un Registro. È possibile creare profili da insegnante (o esperto di progetto), alunno o genitore; ovviamente il ventaglio di funzioni a disposizione cambia in maniera significativa a seconda del tipo di account.

In primo piano il tutorial di Edmodo:

Si vedano in questi tutorial anche le caratteristiche di piattaforme simili come : Google Classroom, Fidenia e Schoolology

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Animatore Digitale e Team. Come procedere?

Quali le scelte e le politiche da adottare per il Team Digitale?

La miriade di risorse informatiche disponibili in Rete è tanto varia quanto inebriante, quasi stordente. Il loro utilizzo in classe promuove una didattica “attiva”, collaborativa e inclusiva. La scelta ponderata da parte dell’insegnante di uno strumento piuttosto che di un altro è influenzata dal contesto. Ci sono però elementi o premesse indispensabili di cui tenere conto.

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L’educazione informatica non è solo quella che fa sentire i nostri ragazzi partecipi e parte di una comunità anche se ci si trova nel bel mezzo di un lavoro collaborativo in classe. Questo è sicuramente importante, ma lo è altrettanto far maturare in loro la conoscenza dell’Informatica:

  1. la struttura della macchina e il suo funzionamento;
  2. l’utilizzo di più Sistemi Operativi.
  3. l’utilizzo di Web Software e Software Applicativo off-line Open Source.
  4. la potenzialità dello strumento in termini di prestazioni misurabili e le applicazioni già realizzate dal progresso tecnologico.
  5. La legalità o meno dei vari servizi nei diversi contesti.
  6. l’aspetto della Sicurezza informatica e del comportamento etico in Rete.

Cosa fare allora?

  • Di certo usando solo (e ho detto solo) il sistema operativo Windows o il portentos-costoso Mac/Os aiutiamo noi stessi, ma non aiutiamo loro a capire. Il computer resterà una macchina fantastica regalataci dal divino strofinio di una lampada.
  • La classe 3.0 non dovrà essere limitata ad un unico ambiente che si connetta con l’esterno. Si potrà concretizzare in una o più piattaforme integrate raggiungibili da ogni classe o sede periferica di una scuola e da tutte le scuole del globo. La sostenibilità a livello di infrastrutture informatiche non è ancora all’altezza delle necessità. Ma intanto perché non procedere su questa via? La destinazione da parte delle scuole dei nuovi PON (non parliamo del “Rafforzamento della banda”, ma di “Attrezzature tecnologiche e laboratori mobili”) spero vada in questo senso. Ho seri dubbi. Le scuole spesso tendono ad accogliere pacchetti miracolosi non considerando minimamente l’aspetto della “scalabilità informatica”.

Se l’insegnante crederà in tutto questo e sarà in grado di accettarlo e gestirlo all’interno della propria formazione, se non dimenticherà la valenza prevalente della componente pedagogica nell’azione educativo-didattica, la sua competenza informatica non potrà che guidarlo nelle scelte migliori per la sua didattica digitale.

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Il Coding nelle scuole e l’uso del programma Scratch 2

Oltre 300.000 studenti e 16.500 classi hanno partecipato l’anno scorso alle attività di Coding nelle scuole italiane. L’iniziativa si chiama “Programma il Futuro”, su progetto lanciato a settembre dalla collaborazione tra il MIUR e il CINI (Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica) al fine di introdurre i rudimenti della programmazione informatica tra i banchi in maniera semplice, divertente e accessibile (fonte http://hubmiur.pubblica.istruzione.it). Il portale nasce da una costola del sito Code.org (“L’Ora del Codice”).                                                               Si tratta di affrontare il codice di programmazione attraverso un approccio ludico sullo sfondo di scenari “a cartoni”. Le abilità di strutturazione di sequenze logiche, la capacità di orientamento spazio-temporale e persino l’esercizio occhio-mano, forniscono stimoli coinvolgenti anche per alunni con Bisogni Educativi Speciali.               Una volta affrontato il percorso sopra descritto, sarà utile da parte degli alunni confrontarsi con la “programmazione” vera e propria (di tipo visuale ovviamente, sul modello di “Programma il Futuro”) utilizzando l’applicativo “Scratch 2” che è fruibile sia nella versione on-line (pulsante “Crea”) del MIT (Massachusset Institute of Technology) sia in quella off-line, da installare nel nostro computer.

Tutorial:

Per chi volesse approfondire segnaliamo riportiamo sotto strumenti e portali in Rete fruibili “dalla Scuola superiore di secondo grado in su”:

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Google Apps e Google Apps for Education

Google Apps: tutorial essenziale

Google fornisce una serie di “Web-based Application” (applicazioni che funzionano in Internet, senza bisogno di alcuna installazione!). Si chiamano Google Apps e per utilizzarle è necessario un account di posta elettronica che ognuno di noi potrà liberamente attivare con gmail.com (es: paolo.bianchi@gmail.com). Dopo l’accesso tramite password ci si ritrova in questa videata nella quale, in alto a destra, compare un’icona quadrata formata da 9 quadratini. Cliccandoci sopra, si aprono tutte le Google Apps compresa Gmail. Per accedere alla pagina principale di Gmail è anche possibile entrare nella Home page di Google.it e guardare in alto a destra, dove è posizionata la voce “Gmail”.

googleapps

Tra le Apps sopra accennate, riportiamo in rosso le più utilizzate, ma le più importanti in ambito educativo e che meritano una maggiore attenzione da parte nostra sono sicuramente: Goggle Docs e Google Classroom (quest’ultima verrà trattata in maniera più approfondita nella seconda parte di questo articolo):

  • Gmail: famoso servizio di posta elettronica
  • You Tube: per l’apertura di canali personali per la gestione dei propri video
  • Drive: spazio cloud di Google, equivalente ad una penna USB di 15Gb. Tutti i file da noi salvati sono protetti e gestiti con backup di salvataggio giornaliero
  • Calendar: calendario virtuale molto utile su spazi condivisi in Rete (per esempio in attività collaborative con la classe)
  • Hangout: per creare eventi-videochiamate in diretta  (ancora non molto utilizzato nella Didattica).
  • Blogger: per creare facilmente Blog di classe
  • Sites: utile per la strutturazione semplificata di siti web
  • Gruppi (di lavoro): spazio di condivisione utile come supporto in contesti di Didattica o di Formazione.
  • Moduli (Forms): per creare sondaggi, prove o test da utilizzare on-line. Per chi fosse interessato ad un valido approfondimento consiglio questa serie di videotutorial presenti su questa pagina di Orizzontescuola)
  • Documenti (Docs): molto importante sia per la Didattica sia come supporto alla stessa. Permette la creazione di documenti in Rete, il caricamento e archiviazione (Upload), la condivisione in lettura o anche in scrittura in tempo reale di un gruppo di alunni che sperimentino una ricerca a distanza, di una classe che realizzi un lavoro a coppie o a piccoli gruppi o di un Consiglio di Classe che debba strutturare un Piano Didattico Personalizzato in contemporanea o in un arco di tempo stabilito, ognuno lavorando nella propria abitazione. In Google Docs sono incorporati un editor di testo tipo word o write (Doc), un foglio tipo excel o calc (Sheets), presentazioni tipo Power Point o Impress (Slides). Il grandissimo vantaggio è che si potranno archiviare documenti, ma anche condividerli nella loro creazione senza preoccuparci del salvataggio in quanto ogni cosa è salvata nel momento in cui si scrive: non esiste il “file – salva con nome” né “il tipo di estensione” per il salvataggio (.doc, .odt, …). Alla fine, ultimato il lavoro, ogni documento potrà essere scaricato (Download) nei nostri computer con l’estensione preferita (.docx, .odt, .xls, .pdf, ….) e si potrà usare o stampare. Il documento creato resta archiviato nel nostro spazio Documenti di Drive. Guarda il Tutorial.

Altra cosa importante da dire è che tutte le Apps ci appartengono per così dire “allo stesso tempo”: una volta entrati in una di esse con le nostre credenziali (per esempio in Gmail o You Tube), esse si dimostrano perfettamente integrate e comunicanti tra loro.

Google Apps for Education

Quanto detto fino ad ora è fruibile da chiunque singolarmente, mentre per la parte commerciale esistono una serie di Apps aggiuntive a pagamento: “Google Apps for Work” e “Google Apps for Education”. Queste ultime vengono offerte alle scuole o alle associazioni senza finalità di lucro in maniera gratuita previa registrazione e costituiscono l’oggetto di trattazione dell’ultima parte di questo articolo.

Le Apps presenti in Google Apps for Education sono quelle rappresentate nell’immagine:

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Come si potrà notare si tratta delle stesse applicazioni fruibili dal singolo utente “arricchite” da:

  • le funzioni di Google Apps Unlimited che, oltre a quanto disponibile in Google Apps for Work, offrono funzioni di amministrazione e controllo su Drive e uno spazio di archiviazione illimitato  per tutti gli utenti e Google Vault (per la gestione di messaggi di posta e chat).
  • Google Classroom (la prima icona a destra nell’immagine sopra) che è la più importante e complessa del mondo Educational. Con Classroom gli insegnanti possono avere a disposizione un numero illimitato di spazi virtuali per ogni classe. Possono lavorare in compresenza con un collega o invitare un esperto esterno. Elaborano, inviano, raccolgono e correggono i compiti in tempo di reale. Ogni docente può aggiungere e condividere materiale utile alla classe come: video, documenti, compiti da assegnare. Questi ultimi possono essere svolti dagli alunni anche utilizzando le Apps di cui abbiamo già parlato (Google Docs) o caricando i file dall’esterno. L’insegnante potrà apportare commenti/correzioni personalizzate rispetto al compito ricevuto ed accettare o negare interventi da parte degli alunni. Riportiamo alcuni videotutorial che credo possano chiarire le potenzialità di questo strumento. Gli esempi sotto sono reali e riferiti ad una scuola superiore di secondo grado.

Come ultima cosa, credo sia utile fare una considerazione importante: se la scuola dovesse già possedere spazi virtuali in Rete per la creazione di classi virtuali o FAD come quelli concessi “gratuitamente” da aziende fornitrici di servizi relativi al Registro Elettronico, l’opportunità Google Apps for Education costituirebbe una sorta di doppione e magari converrebbe il semplice utilizzo gratuito delle Apps in ambito strettamente didattico: in questo modo la scuola eviterebbe la Registrazione e tutto ciò che questa potrebbe eventualmente comportare. Per contro, l’utilizzo di Google Classroom è, rispetto ai servizi commerciali sopra descritti, un’opportunità estremamente sicura, ma soprattutto estremamente funzionale e affidabile in quanto i servizi di posta, arhiviazione e quant’altro sono completamente integrati. Non dimentichiamo che la forza di queste applicazioni “Web-based” risiede in un progetto Open Source commercializzato da Google che, per ogni nuova Apps in uscita, fornisce agli sviluppatori di tutto il mondo il proprio kit SDK (Software Development Kit).

Tra le Apps in uscita all’interno del pacchetto Educational segnaliamo Google Cast for Education che permetterà durante le attività di Didattica Digitale in classe (ognuno con il proprio dispositivo personale: BYOD – Bring Your Own Device), la proiezione e condivisione dei display degli alunni sul sistema di videoproiezione, TV o LIM.

Le Google Apps sono perfettamente funzionanti su tablet e smartphone e sono scaricabili dal Google Play Store.

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eXeLearning – Software Open Source per costruire Learning Objects

eXeLearning è un  software free  da utilizzare per creare contenuti didattici per il web (Learning Objects). Gli oggetti  di apprendimento possono essere integrati in una piattaforma di e-learning come Moodle. Può servire ad insegnanti che vogliano produrre Learning Objects (il file sorgente deve essere salvato con la funzione “Salva con nome“, mentre i vari formati possono essere generati con la funzione “File/Esporta“) oppure a studenti in attività collaborative o “compiti di realtà”.

exelearning

eXeLearning può:

  • Creare siti web anche con contenuti interattivi
  • Esportare/Salvare in vari formati come: ePub3 (standard aperto per gli e-book), SCORM (come contenuti interattivi su piattaforme  e-learning)
  •  Visualizzare i contenuti prodotti sia online che offline

Vi segnaliamo 2 videotutorial (Parte 1Parte 2) utili alla strutturazione di Learning Objects con ExeLearning (da www.eXelearning.net)

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Sistema Operativo e Software Open Source

Perché dovremmo utilizzare Software Open-Source? La risposta è: “Perché qualsiasi applicazione è gratuita, stabile, supportata dalle Community (in caso di problemi), libera di essere scaricata, prestata, modificata e adattata ai bisogni di ognuno e di tutti”. Le piattaforme di e-learning (Moodle, Docebo), i nostri Registri Elettronici, la maggior parte dei portali della Rete come Google Apps e altri, sono strutturati sulla base di software libero.

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Anche i Sistemi Operativi sono più stabili, non hanno bisogno di eccessive protezioni  (Antivirus) che ne rallentino le prestazioni E non ci chiedono di inseguire aggiornamenti sempre più potenti. Ah! Dimenticavo …. Una volta puntato sulla formazione di “un docente per plesso scolastico”, non necessitano nemmeno di grande manutenzione!

Pensate ai problemi che si generano nei lavori collaborativi che prevedano l’utilizzo di editor come Word, Write, Power Point, Impress, con documenti creati con estensioni diverse spesso non compatibili tra loro, con l’uso di molteplici chiavette USB, con i rallentamenti fisiologici delle macchine con S.O. Windows, …… . Chi l’ha provato sa che è veramente dura! Quindi:

  1. CONSIDERATO CHE A SCUOLA NON SI UTILIZZANO GIOCHI AL COMPUTER CHE NECESSITINO ACCELERAZIONI GRAFICHE IN 3D
  2. GUARDANDO QUELLO CHE SI FA NORMALMENTE A SCUOLA CON UN COMPUTER COLLEGATO ALLA RETE
  3. CONSIDERANDO IL RISPARMIO CHE UN QUALSIASI STUDIO DI MERCATO POTREBBE FACILMENTE DIMOSTRARE, RISPARMIO CHE POTREBBE ESSERE DIROTTATO DAI NOSTRI DIRIGENTI DIRETTAMENTE NEL CAPITOLO DELLA DIDATTICA COLLABORATIVA E INCLUSIVA

OGNUNO DI NOI HA IL DOVERE MORALE, ETICO E PROFESSIONALE DI USARE SOFTWARE OPEN-SOURCE,  NON COME ESPERTO, MA COME UTENTE INTERFACCIATO, COME CHIUNQUE APRA IL REGISTRO ELETTRONICO, LA PROPRIA E-MAIL, IL CEDOLINO DELLO STIPENDIO, LA HOME-PAGE DI GOOGLE, DI FACEBOOK, …..

Allora, quando bisognerebbe utilizzare il software proprietario? Quando è necessario l’acquisto di CAD o software particolari (normalmente per alcune Scuole ed Istituti Superiori), per l’Office Automation, per alcuni Bisogni Educativi, per aprire e tabulare i risultati delle Prove Invalsi, e poi …. scusate ma non mi viene in mente nient’altro! Ditemelo voi!

Segnalo  la pagina  http://dida.orizzontescuola.it/news/10-motivi-usare-open-source-scuola  e consiglio, per chi voglia affacciarsi nel mondo del software Open Source, il sito dello Istituto di Istruzione Secondaria “Ettore Majorana” di Gela, ricchissimo di indicazioni e Tutorial.

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Padlet: bacheche virtuali per il “Brainstorming” e molto altro

Molti di noi conoscono le possibilità fornite dalla Rete. Possiamo andare in giro senza portare contante, ma con carte di credito di ogni tipo: dalla Visa all’American Express, dal Bancomat alle carte pre-caricate del supermercato. Per l’utilizzo della Rete è più o meno la stessa cosa: oltre alle opportunità fornite dai “Social”, si sono moltiplicati spazi Cloud come Drive, Drop Box o Box, da utilizzare come “store” al posto delle chiavette USB. Ci sono poi spazi anche più sofisticati come le Web Applications di “Google Apps” o le “Bacheche”/Murales virtuali messe a disposizione da Mural, Popplet, Glogster, Lino o Padlet. Tutte sono state pensate per la presentazione di contenuti multimediali o per poter interagire nella raccolta istantanea di appunti o impressioni “colorate” all’interno di una lezione con attività iniziale di Brainstorming. Possono essere sfruttate per opere di “Murales” o per mappe mentali; nel caso di Glogter, gli alunni e gli insegnanti potranno consultare anche la Glogpedia fatta di lavori già realizzati dalla Community (lavori in italiano). Padlet, in particolare permette di essere testato anche senza registrazione (quest’evenienza sarà però indispensabile se si vorrà usufruire di importanti vantaggi per il suo utilizzo).

Aggiungo a seguire dei tutorial di Padlet in italiano che potrebbero interessare:

Padlet – Prima Parte            Padlet – Seconda Parte

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Xerte per confezionare Oggetti di Apprendimento (L.O.) su misura

Xerte è un software Open Source utilizzato per produrre Learning Objects nei formati più utilizzati nell’interazione con portali e-learning. È uno strumento veramente immediato e utile in “contesti di presentazione”. Oltre a ciò esiste una importante Community  e un sito ufficiale (tutto in lingua inglese). Per muovere i primi passi consiglio di visitare il sito www.masterel.org/video/xerte_tutoriale/index.htm.

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Il Blog di classe

Perché realizzare un “Blog della classe”? Ci sono motivazioni strettamente didattiche e altre legate alla Didattica stessa, ma a volte resta difficile stabilire il confine esatto. Un Blog equivale ad una bacheca sul mondo, uno spazio da mostrare agli altri e da condividere, è uno stimolo alla partecipazione da parte di ogni membro del gruppo-classe a far sì che ciò che si mostra risponda alle regole non scritte,  ma condivise con l’insegnante che rappresenta l’istituzione oltre che la guida. È uno spazio che testimonia la vita della classe, le sue attività, i laboratori, i progetti, le uscite e le gite d’istruzione; è un espediente educativo tanto affascinante quanto utile per testimoniare su uno sfondo colorato la partecipazione di tutti gli alunni che appartengono a quel gruppo, a ciò che il gruppo realizza e vive.

Oggi non è troppo complicato realizzare un così utile strumento anche se, nella maggior parte dei casi, ci si dovrà attrezzare per proprio conto. Esistono servizi gratuiti o a pagamento, ma quelli gratuiti sono “sconsigliabili” in ambito didattico in quanto: propongono sempre dei banner pubblicitari, le prestazioni restano incerte, non consentono il pieno utilizzo di plugin e soprattutto, sembra stupido a dirsi, non ci permettono di essere proprietari del nostro blog. Tra le proposte gratuite ricordiamo:

  • Altervista – Discreto servizio per la creazione del Blog.
  • Jimdo.com –  Piattaforma che dà l’opportunità di aprire un blog ma con alcune limitazioni che si possono migliorare nelle versioni a pagamento.
  • Blogger di Google – Si connette con tutte le altre Apps: Google Plus, Drive, Gmail, Hangouts, … etc.
  • WordPress.com – la piattaforma gratuita di proprietà della Automattic (WP.com) è una delle migliori per creare un blog in modo semplice e permette eventuali upgrade futuri a pagamento.

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Va da sé che la migliore opzione resti WordPress (CMS Open Source scaricabile liberamente da WordPress.org) su dominio acquistato (Aruba, Domini.it, GoDaddy, …), ma ciò comporta una minima formazione sull’installazione da remoto che si potrebbe comunque realizzare seguendo semplici tutorial in rete. Oltre alle infinite possibilità gratuite nella scelta di un Template (modello) adatto al nostro Blog, ci sarà la possibilità di installare tutti quei plugin necessari al suo funzionamento, alla sicurezza, al Backup dei contenuti e all’utilissimo supporto della Community. Visto che stiamo parlando di uno spazio dedicato alla Didattica, esiste tra la miriade di componenti aggiuntivi gratuiti un plugin veramente interessante che permette la creazione di contenuti interattivi adatti per la Scuola. Si tratta di  H5P. I diversi contenuti, 28 per l’esattezza, sono realizzati in HTML5, si possono condividere anche da Smartphone ed è possibile osservarli in questa pagina di Documentazione in inglese (Content Types).

Per chi abbia una buona conoscenza della lingua conviene cliccare su ognuna delle tipologie riportate e cercare il link ai rispettivi tutorial. Per esempio, il risultato di Timeline (Linea del Tempo), utile anche per attività collaborative in ogni disciplina, prima tra tutte Storia, è esemplificato da questa pagina e il tutorial è consultabile qui. Basta cercare!

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