Insegnante di Sostegno e Tic

Il mestiere dell’insegnate di Sostegno è sicuramente peculiare e necessita di abilità relazionali, comunicative e psicologiche veramente particolari. Se poi, oltre a questo, potesse avere anche una buona conoscenza in “tutte le discipline” meglio ancora. Escludendo situazioni particolari o gravi disabilità come la psicosi infantile e certe tipologie dello spettro autistico che necessitano di una relazione e di un’azione pedagogica estremamente complessa, in caso di Bisogni Educativi Speciali (B.E.S.), potrebbe venire in soccorso la Didattica Digitale. Vediamo 3 tipi di opportunità:

  1. L’utilizzo di risorse reperibili in Rete (piattaforme di condivisione, web software, stand-alone software, meglio se Open Source) favorisce o comunque contribuisce allo sviluppo di attività collaborative dove alunni con bisogni educativi speciali che seguono contenuti comuni potranno partecipare puntualmente ad attività “a coppie” o per piccoli gruppi. Per una sorta di “personalizzazione” dell’azione verso il singolo o relativamente alle fasce per livelli di apprendimento, è importante puntare sull’utilizzo di Web Software o Software da utilizzare off-line Open Source (Google Docs o altri software on-line, almeno in fase di realizzazione, non utilizzano le estensioni che generano confusione nei momenti di scomposizione e ristrutturazione dei file): se ci si abitua all’utilizzo di Software Open, ogni “Oggetto di Apprendimento” (Learning Object) sarà facilmente adattabile alle diverse esigenze e ai differenti contesti.
  2. Nel caso di momenti educativi Individualizzati intesi a perseguire abilità “utili per la vita come “la Conoscenza e la lettura dell’Orologio”, “la Conoscenza e l’uso del Denaro” e altri, potrebbe essere utile far ricorso al software didattico off-line. in questo senso sarebbe possibile anche il coinvolgimento di tutta la classe o semplicemente solo dell’alunno che necessità di questo tipo di esercizio; dipende essenzialmente dall’ordine di scuola. Mi vengono in mente programmi come “Euro” (sezione Matematica) di Ivana Sacchi, Animated Clock Game di Flix Productions, la grande varietà presente in siti come Vbscuola, per non parlare dei programmi tanto validi quanto “costosi” di Anastasis, Carlo Mobile Pro per la Dislessia o la corrispondente versione libera LeggiXMe le cui sintesi non sono il massimo, ma sono capaci di integrare anche quelle più professionali.
  3. La possibile creazione di un sistema/portale On-line a sostegno dell’azione educativa programmata e condivisa dai colleghi dei vari Consigli di Classe. Sarebbe abbastanza semplice strutturare un ambiente virtuale condiviso, anche in tempo reale, dedicato alla Programmazione (strutturazione dei Progetti Educativi della classe, PEI, Pdp, laboratori e Attività Collaborative) e alla Realizzazione delle attività intese a perseguire i relativi obiettivi. Tali attività sarebbero conosciute in anticipo, almeno dai colleghi in compresenza o da chi partecipa in maniera multidisciplinare. Non che in questi casi non vi sia progettazione, ma le occasioni di incontro sono veramente poche, almeno dalla Scuola Media in su. C’è poi un altro problema veramente rilevante che potrebbe trovare in quanto detto una semplice soluzione: l’insegnante di Sostegno di un alunno che segua contenuti, attività collaborative o progetti comuni alla classe NON SA QUASI MAI CHE “COSA SI FA OGGI”! Potrebbe al massimo conoscere tramite una funzione del Registro Elettronico quali compiti siano stati assegnati o se è prevista una verifica scritta per quel giorno, ma non cosa farà il collega nella sua disciplina o per le attività collaborative previste nella classe. Ad un osservatore esterno tutto ciò potrebbe sembrare un po’ assurdo! Tornando alla possibilità di condivisione di Programmi e Azioni su spazi virtuali in Rete, non tutte le opportunità possono risultare a dimensione dell’apparato scolastico che è, tra le altre cose, obbligato a gestire un volume di dati sensibili non indifferente. Molte scuole dotate di Registro Elettronico sono state accessoriate con nuove funzionalità come le “Aule Virtuali” (Moodle), offerte per così dire gratuitamente al cliente-scuola, ma spesso esistono difficoltà di integrazione tra i diversi database e alla fine non risulta tutto scontato come dovrebbe. Ci sono spazi forniti da Google Apps for Education (Google Classroom, Docs, Calendar, ….) che, previa iscrizione della scuola di appartenenza, potrebbero dare una soluzione a questi e a molti altri problemi: i backup sono sicurissimi e vengono fatti più volte al giorno.

Google docs richiede solo l’iscrizione personale (magari dei componenti del Consiglio di Classe) con un account @gmail.com, che molti di noi già hanno: sia la funzionalità di condivisione che i backup sono sicuri, ma la posta elettronica “gira i dati in chiaro” nella Rete e quindi si dovrebbero avere particolari precauzioni in merito: “Non utilizzare nelle bozze la pagina iniziale di un PEI o di un Pdp contenente i dati anagrafici dell’alunno”, “Non scrivere dati sensibili di cui si è a conoscenza per il ruolo ricoperto nella scuola”.

Il mio Registro on-line ha una funzione “Agenda” dove vengono fissate le verifiche. Assomiglia a un foglio Excell (Sheet di Google Docs) per la prenotazione di un campo da tennis. In fondo basterebbe integrare ogni pagina settimanale con le attività previste che il collega di disciplina intende proporre o condividere con il collega di progetto, con l’insegnate di Sostegno o con quello di Potenziamento. Più difficile a dirsi che a farsi, almeno oggigiorno, senza considerare che lo sforzo richiesto è minimo rispetto ai vantaggi di “inclusione” per l’alunno e per tutti noi che possiamo trovare una professionalità più condivisa grazie all’aiuto degli strumenti informatici.

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Didattica per alunni DSA (1-3)

L’intervento educativo nei DSA –Disturbi Specifici di Apprendimento-richiede l’applicazione di una “Didattica Speciale”. In presenza di alunni con certificazione di Dislessia non secondaria ad altra problematica, il canale uditivo sembra essere quello da privilegiare. I messaggi scritti dovranno essere presentati in veste “ridotta a livello quantitativo” e, possibilmente, accompagnati da mappe mentali o concettuali. Dalla mia esperienza in classe, ritengo che due siano le abilità indispensabili che l’alunno debba riuscire a padroneggiare prima possibile:

  1. la capacità di gestire un Personal Computer nelle sue funzioni di base: propedeutica all’utilizzo di software specifico, permette all’alunno DSA, tendenzialmente caotico e disorganizzato, di mettere in atto “algoritmi” ricorrenti che facilitano l’organizzazione del proprio lavoro.
  2. saper utilizzare il software specifico.

Ma quale Software? Come usarlo? Quando? Naturalmente molte sono le variabili di cui tenere conto: dalle caratteristiche emotive dell’alunno, alle competenze specifiche degli insegnanti; dall’obbligo di strutturare un progetto educativo personalizzato alla possibilità di coinvolgimento costruttivo dei genitori. Una volta affrontate e rese funzionali certe componenti è indispensabile stilare e realizzare un progetto (Pdp) che preveda anche, ove possibile:

  • l’utilizzo del PC in modalità funzionale alla sua volontà e capacità di apprendere.
  • Il reperimento dei libri di testo in formato digitale tramite richiesta dei genitori all’Associazione Italiana Dislessia ( http://www.libroaid.it/)
  • Educare l’alunno all’utilizzo del Software per la comprensione del testo tramite Sintesi Vocale (tema del prossimo articolo N.2 di 3). Per il PC segnalo: Carlo Mobile, LeggiXme, Balabolka e altri ……; per i tablet Android i programmi contenuti nel sito http://www.aiutodislessia.net/programmi-x-tablet-android/)
  • Strutturare e fornire Mappe Mentali e/o Concettuali (prevalentemente da parte degli insegnanti) per fare in modo che il ragazzo possa orientarsi nella ripetizione e nel consolidamento di quanto appreso (tratterò l’argomento con maggiore puntualità nell’articolo N.3 di 3).

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Didattica per alunni DSA (2-3) – Leggi Xme

LeggiXme – Molti sono gli aspetti da prendere in considerazione nella scelta degli strumenti compensativi e, per ciò che concerne il software, sarà utile proporre i programmi che si riterranno più utili come: la suite Office con correttore, un diario digitale, il registratore di suoni, il riproduttore audio, un Software di lettura del testo con sintesi vocale e il Software per la creazione di Mappe Mentali e Concettuali (per l’insegnante). Saltando i chiarimenti per gli strumenti più conosciuti, focalizziamo l’attenzione sulle ultime due tipologie: tra le Sintesi Vocali, oltre ai prodotti commerciali, segnaliamo “LeggiXme” (funzionante su Sistema Operativo Windows) con sintesi vocale nelle diverse lingue. Tutto è liberamente scaricabile  dai seguenti siti: https://sites.google.com/site/leggixme/ (il programma), http://www.cross-plus-a.com/it/balabolka.htm  (librerie SAPI5 indispensabili per l’ascolto in tutte le lingue studiate): le voci “gratuite” hanno il difetto di essere un po’ metalliche, ma è possibile integrare sintesi vocali a pagamento molto più fedeli.

Una volta installato il programma (oppure fatto funzionare senza installazione scaricando la versione funzionante da chiavetta USB), è fondamentale esercitarsi un minimo per imparane l’utilizzo. A tal fine si potrà ricorrere a qualche semplice tutorial come quello riportato sotto , tenendo presente che l’alunno, al posto del semplice brano presentato nell’esempio, potrà caricare il libro di testo in formato digitale.

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Didattica per alunni DSA (3-3) – Le Mappe

Cmap o Freemind – Nella Didattica in generale, e in particolare in quella legata ai Bisogni Educativi Speciali, si fa uso di Mappe Mentali o Mappe Concettuali (Mind-Mapping). La differenza tra una Mappa Concettuale e una mappa Mentale sta nell’immediatezza con cui chi la guarda si forma un’idea del contenuto trattato e lo trattiene in memoria.

  1. La Mappa Mentale è evidentemente la più immediata: essa, oltre ad avere sempre un centro di irradiazione con elementi colorati e/o figurati, mette in gioco associazioni emotive ed è indicata soprattutto per una comprensione “alla portata” di alcuni Bisogni Educativi Speciali.
  2. La Mappa Concettuale testimonia maggiormente il complesso esercizio di sintesi fatto dall’autore o magari dallo studente chiamato a realizzarla.  Se questa fosse la prova finale per il raggiungimento degli obiettivi di comprensione dell’argomento trattato in classe, essa rivelerebbe perfino il grado di difficoltà con cui lo stesso studente si è trovato ad operare. Tra le altre utilità da attribuire a questa tipologia di mappe c’è quella di costituire un ottimo supporto per l’alunno DSA che, una volta studiato il paragrafo o il capitolo della materia di turno (tramite ascolto dal libro di testo digitale: parte evidenziata o MP3), potrà esercitare quanto appreso seguendo i nodi della mappa fornitagli dall’insegnante.

Tra i software destinati a questo compito possiamo segnalare Cmap, Freemind, Xmind funzionanti tutti in modalità stand-alone. Esistono possibilità anche on-line come WriteMaps, Cacoo, SpiderScribe o Lidiatext (portale in italiano che richiede la registrazione).

Per vedere il panorama dei software disponibili consultare la pagina: http://www.mind-mapping.org/VicsPicks/. Intanto vi propongo dei videotutorial in italiano che ritengo interessanti:

Di particolare importanza il tutorial di Lidiatext (con utilizzo on-line) che vi propongo qui sotto:

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A proposito di ICF: Classificazione Internazionale del Funzionamento di Disabilita’ e Salute

ICF: Classificazione internazionale del funzionamento di disabilità e salute

L’OMS raccomanda l’uso congiunto di ICD-10 per codificare le condizioni di salute di ogni soggetto e di ICF per descrivere il funzionamento della stessa persona nel contesto  (per chi è pratico con le lingue straniere è possibile consultare questo strumento direttamente in rete grazie al browser ufficiale).  Ho partecipato ultimamente ad un corso di formazione in cui si parlava di ICF e la relatrice di fama nazionale, applicando l’etichetta “sperimentale” alle attività da proporre nel nostro ambito regionale, ha lasciato trasparire non poche perplessità. Nella provincia dove lavoro l’ICF non è utilizzato e la Regione non ha ancora legiferato in merito, anche se la legge dello Stato n. 107 ne prevede l’impiego. La mia scuola utilizza dei Protocolli d’Intesa, con strumenti di osservazione e modelli PDF e PEI totalmente scollegati  dall”ICF.

E’ da tenere in considerazione il fatto che la differenza tra Accordi di Programma e Protocolli d’Intesa, sta nel fatto che solo i primi hanno forza di legge e sono vincolanti per un’azione efficace (legge 104/92 art. 13). Tra le poche esperienze che ho avuto modo di conoscere è da menzionare quella dell’Ufficio Scolastico di Treviso. Qui nel 1998 gli Accordi di Programma già esistevano e oggi contemplano l’uso dell’ICF.

Ogni lingua per poter essere conosciuta deve essere usata! .., Quindi, di che cosa abbiamo bisogno per utilizzare questa codifica?

  1. Un accordo di corresponsabilità tra le parti (Accordi di Programma – legge 104/92 art. 13): tutti gli attori devono utilizzare la stessa lingua in uno specifico contesto di osservazione.
  2. Una formazione adeguata per tutti gli operatori e la possibilità di avere un supporto diretto come avviene per molte Community in Rete.
  3. Maggiore accessibilità al testo in lingua italiana (non previsto nel browser sopra indicato), commercializzato da Erikcson (in Rete è reperibile una versione breve con 2 livelli di codifica su 4).
  4. La “Sostenibilità” dell’utilizzo di questo strumento complesso che richiederebbe anche una (auto)formazione specifica: poco materiale è disponibile in rete o in piattaforme come You Tube dove, digitando “ICF”, ci si imbatte solo in una serie di convegni e poco altro.

ICF

COME CI SI FORMA IN MANIERA OPERATIVA?

Nella versione breve dell’Erickson a cui sopra si è fatto riferimento si potrà trovare una breve spiegazione del suo utilizzo (pagg. 191-212).    Qui sotto, riporto un esempio di applicazione dell’ICF (dall’Ufficio Scolastico di Treviso) ampiamente documentata nel sito ufficiale. I documenti di cui tenere conto sono:
1. ACCORDI DI PROGRAMMA (premessa indispensabile) all’interno dei quali è previsto l’utilizzo dell’ICF.
2. La PUBBLICAZIONE FONDAMENTALE di quanto realizzato che qui chiameremo VOLUME 2 (fai clic su “Scarica la pubblicazione” – 3.6 MB).
3. Altre pubblicazioni a corredo: volume 3, voloume 4.

PER ORIENTARCI FACCIAMO UN ESEMPIO TRATTATO NEL VOLUME 2       (è conveniente scaricare il testo e seguire passo passo)

PREMESSA: in questo contesto dove si parla di PROFILO DI FUNZIONAMENTO  (Ccome Diagnosi Funzionale+ Profilo Dinamico
Funzionale),  nella strutturazione del PEI sono presenti gli “ASSI”:
  • Alle pagg. 7 e 8 del vol. 2 sono riportate le CATEGORIE ICF SELEZIONATE NELLA SCHEDA DI SEGNALAZIONE (vedi di cosa si tratta alla pag. 6 in fondo: “Il primo strumento elaborato è la Scheda di Segnalazione che
    permette agli insegnanti di descrivere …).
  • Prendiamo come esempio la voce “d115 ASCOLTARE” (pag. 59 del testo breve Erickson). A pag. 43 – vol. 2 è presente la sezione “COSA SI INTENDE PER … d115 ASCOLTARE?” NEI DIVERSI ORDINI DI SCUOLA.
  • (pag. 143 – vol. 2) Prendiamo, tra le varie situazioni documentate, una SINDROME DI DOWN – SCUOLA SUPERIORE DI PRIMO GRADO.
  • A pag. 144 – vol. 2 è riportata la DIAGNOSI FUNZIONALE CON QUALIFICATORI DA 0 A 4:  Nessun Problema(0) – Lieve(1) – Medio(2) – Grave(3) – Completo(4) – 8 (Non Specificato) – 9 (Non Applicato).
  • Alle pagg. 144-148 – vol. 2 abbiamo il PROFILO DINAMICO DI FUNZIONAMENTO, mentre alle pagg. 149-153 – vol. 2 troviamo la strutturazione del P.E.I.

TUTTO E’ REALIZZATO E DOCUMENTATO ATTRAVERSO UN’EVIDENTE SINERGIA TRA GLI ATTORI COINVOLTI CHE, OLTRE AD USARE LA STESSA LINGUA “LA PARLANO TRA LORO”

Spero che questo breve percorso esemplificativo possa aver chiarito qualche dubbio ai colleghi interessati. L’esperienza dell’Ufficio Scolastico di Treviso credo sia degna di nota così come le poche altre esperienze realizzate  in tutta Italia. Basterebbe adottarne il percorso come già hanno fatto altre regioni. Uno strumento come l’ICF, così valido e complesso, perde inesorabilmente la sua natura  e la sua sostanza quando viene utilizzato sporadicamente o in maniera poco condivisa. Le premesse per la sua applicazione sono troppo importanti e devono essere garantite affinché non si riduca ad un complesso “esercizio di stile”.

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Le piattaforme E_learning per la Scuola

PIATTAFORME E-LEARNING E WEB-BASED SCHOOLS

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Nel panorama educativo della riforma digitale nella Scuola italiana, sembra sempre più impellente l’esigenza di dotarsi di piattaforme didattiche utili al processo educativo, alla formazione degli insegnanti organizzati in una Community e alla creazione di Repository contenenti Learning Objects e “Buone Pratiche”. Una “Buona pratica”, nell’ambito della Didattica Digitale, potrebbe essere caratterizzata dalla presenza di due/tre discriminanti:

  1. il grado di coinvolgimento e partecipazione all’interno di una classe dove sono presenti i diversi bisogni educativi;
  2. l’impiego di una metodologia di insegnamento che incoraggi la partecipazione cooperativa, collaborativa e inclusiva (Didattica Attiva);
  3. l’uso di Learning Objects o strumenti che, laddove non provengano da opportunità dal Web o portali Web-based (come nel caso di code.org  per il “Coding”), dovranno essere il più possibile portabili, tracciabili e modificabili a seconda dei bisogni educativi (Open Philosophy e Open Data). La loro creazione, catalogazione, grado di accessibilità, possibile modifica e fruizione non potrà prescindere in assoluto dall’impiego di software Open-Source: applicativi Freeware e Open Source come ExeLearning, Xerte, Scenari o altri prodotti freeware e commerciali permettono infatti:
  • il salvataggio come Scorm (specifica per l’interazione con i sistemi di fruizione e valutazione integrata in piattaforme come Moodle o Docebo);
  • la catalogazione grazie all’utilizzo dei metadati (l’equivalente dell’etichetta di un libro di una biblioteca);
  • il riutilizzo in contesti spaziali e temporali diversi;
  • la facile modifica e adattabilità ai diversi Bisogni Educativi grazie ai file sorgente.

Tra le più importanti piattaforme di E-learning segnaliamo:

  • Moodle (Free e Open Source Learning Managemant System – LMS). Con una Community veramente importante che supporta uno sviluppo sempre puntuale della piattaforma.

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  • DoceboLMS (piattaforma commerciale con tecnologia Cloud, è orientata ad un bacino di utenza più ampio e che comprende e soddisfa pretese di tipo aziendale).
  • E poi ancora progetti minori ma sempre importanti come Claroline (piattaforma free e Open con una Community seconda solo a Moodle), Dokeos, Chamilo, Atutor, eFront, Ilias e molte altre.
  • Da tenere seriamente in considerazione anche le piattaforme che potremmo definire di tipo Social-Learning o School On-line: Edmodo, Google Classroom, Schoolology e Fidenia.

CRITICITÀ GENERALI

Al fine di consentire ad ogni scuola di fare la scelta migliore nell’impiego di una o più piattaforme di questo tipo cercheremo di evidenziare alcuni aspetti critici:

  1. Anche se sono in essere azioni di supporto alle scuole, resta ad oggi evidente l’inadeguatezza delle infrastrutture di Rete con bande di trasmissione ancora non all’altezza di attività E-learning e Web-based Teaching.
  2. Il quadro di intervento ministeriale sembra troppo generico nel panorama specialistico delle piattaforme CMS, LMS e LCMS.
  3. Mancano linee guida da seguire, standard da utilizzare, regole che fissino il significato condiviso di termini come “Buone Pratiche”, “Learning Object”, “Compiti di Realtà” o simili.
  4. Si lamenta la mancanza di una piattaforma di riferimento nazionale pronta ad accogliere prodotti creati secondo una filosofia Open Source, utilizzati e valutati dagli insegnanti stessi (siti come “Scuola Valore” e “Impara Digitale” hanno le caratteristiche di una bacheca e non credo rispondano appieno alle esigenze sopra mostrate).
  5. Non esiste una strategia di creazione di una Community. Di norma una Community si incontra su piattaforme strutturate e gestite da Amministratori con ruoli ben definiti, fissa regole nella strutturazione, trattazione, condivisione, sviluppo e utilizzo di strumenti, in questo caso didattici o funzionali alla Didattica. Le regole di cui sopra credo debbano guidare l’Amministratore alle scelta degli spazi virtuali da condividere, orientare tutti gli attori verso l’utilizzo di software Open Source secondo la filosofia Open Data (Moodle.org, WordPress.org, ecc. …), alimentare gli interventi e determinare le strutture di rating deputate alla scelta degli Oggetti Didattici: Learning Objects, Compiti di Realtà e Buone Pratiche.

PROBLEMATICHE E POSSIBILI LINEE D’AZIONE

A livello centrale

  • Problematica N. 1: strutturare un ambiente virtuale in modalità LMS per la Formazione a livello ministeriale, con eventuali sezioni regionali in cui prevedere forum con tematiche didattiche, tecniche e altro. Non dovranno mancare gli spazi informativi, ma sarà compito dei vari amministratori-moderatori mantenere una certa coerenza nell’uso delle varie sezioni. Possibile soluzione:  sarebbe indicato l’uso di Moodle, ma la scelta potrebbe essere commerciale, considerando le necessità di banda di connessione, gli spazi di archiviazione e database di una certa importanza e l’impegno non indifferente da parte degli Amministratori.
  • Problematica N. 2: strutturare Repository ministeriali per la Formazione a Distanza (FAD) e Repository dove riporre Oggetti Didattici (L.O. – Learning Objects) e Compiti di Realtà (AT – Authentic Tasks). Possibile soluzione: Moodle non è un Repository, ma consente la gestione di Repository e l’importazione di contenuti grazie ai numerosi plugin. L’impiego proficuo di “Oggetti” e “Compiti” da Repository potrà essere espresso tramite un sistema di rating in una sezione del portale che raccolga gli input dalle strutture periferiche.

A livello locale per ogni singola scuola

  • Problematica N. 3: strutturare un ambiente virtuale (in modalità LMS) per la Formazione in cui si potrà prevedere un Forum con tematiche  didattiche, tecniche o altro e uno spazio social per aspetti informativi e organizzativi. Possibile soluzione: privilegiare Docebo o Moodle per il taglio specifico di piattaforma E-learning.
  • Problematica N. 4: strutturare un Repository (in modalità LMS) dove archiviare Learning Objects o “Buone Pratiche” da utilizzare in classe e da valutare nel forum al fine di inserirli nel circuito di rating nazionale. A parte gli strumenti dal Web, per questi oggetti didattici è auspicabile il salvataggio e la distribuzione come file sorgente di “Pubblico Dominio”, nel caso sia necessaria un adattamento funzionale o un salvataggio come SCORM 1.2/2004, Web Page, ePub3 o altro (ricordiamo che il pacchetto SCORM viene utilizzato nel sistema integrato di verifica-valutazione di Moodle e di altre piattaforme commerciali, mentre la specifica Tin-Can xApi per dispositivi mobili non è nativa in Moodle). Per la creazione di Learning Objects  segnaliamo gli applicativi Open Source di cui sopra: ExeLearning, Xerte, Scenari e altri strumenti freeware- commerciali. Possibile soluzione: privilegiare Docebo (a pagamento) o Moodle per il taglio specifico di piattaforma E-learning LMS.
  • Problematica N. 5: favorire la creazioni di ambienti virtuali utili alla Didattica Attiva. Possibile soluzione: si potrà scegliere tra le diverse opportunità tenendo presente che:

Moodle – È una piattaforma non commerciale ed è installabile su un qualsiasi server di un provider acquistato o di nostra proprietà. È completamente free, open source e ci tutela dal possesso altrui di qualsiasi dato presente in essa. A tal proposito ci sono aziende che commercializzano Registri Elettronici per le scuole che integrano “gratuitamente” Moodle. In questo caso l’esperienza dell’Amministratore scolastico e la sua capacità di collaborazione con l’azienda sono fondamentali per rendere questo spazio agile e funzionale. Dimenticavo di dire che negli store si può scaricare l’App per Android e iOS.

Edmodo È uno strumento sicuramente più dinamico. Assomiglia a Fidenia e per certi versi a Google Classroom.

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Nasce da un progetto Open Source ed ha un accattivante fascino “social”; è gratuito anche se esistono possibilità di servizi di interfacciamento con applicazioni web-based esterne a pagamento. È integrato con le Google App Drive e Docs e permette di organizzare Classi virtuali o Gruppi di lavoro. Consente varie tipologie di accessi: oltre ad alunni e insegnanti sono ammessi esperti esterni o genitori. Cosa da non trascurare non richiede obbligatoriamente un account di posta personale per i ragazzi, ma solo un codice di partecipazione generato dalla piattaforme efornito dal docente. Disponibile l’App per dispositivi mobili.

Google Classroom – Anche questo nasce da un progetto Open Source commercializzato da Google ed è fornito gratuitamente a scuole e istituti senza finalità di lucro che lo richiedano attraverso un form di registrazione. Possiede molte delle caratteristiche di Edmodo, ma non ha l’aspetto “Social” di quello. In compenso è integrato con Google Plus e con tutte le sue Apps: si pensi che oltre a quelle più conosciute come Docs, Drive, Gmail e You Tube è prossima all’uscita Google Cast che permette la condivisione a video (lavagna LIM, videoproiettore) di tutto ciò che gli alunni stanno facendo con il proprio dispositivo in classe, provenendo però da una rete propria (il Bring Your Own Device – BYOD senza il sovraccarico della rete scolastica). Insomma Google è “tutto in uno” e potenzialmente non ha concorrenti in questo settore. A differenza di Edmodo è necessaria la creazione di un account gmail per ogni studente che volesse ricevere notifiche. Per i dispositivi mobili esiste la App GoogleClassroom per iOS, Android e ChromeOS scaricabile dai rispettivi Store.

SCELTA DELLA PIATTAFORMA

Dopo la presente analisi di cui mi scuso per la complessità e per aver dato molte cose come scontate, credo che la scelta di ogni istituto scolastico si potrà indirizzare verso l’una o l’altra possibilità o magari verso una doppia piattaforma secondo le due tipologie dominanti: una che favorisca la Formazione e l’apprendimento asincrono (Moodle o Docebo), l’altra per la creazione di classi virtuali e la partecipazione attiva degli alunni (Edmodo, Google Classroom, Scholology, Fidenia).

L’unica regola da tenere presente è quella di non creare servizi ridondanti o che si sovrappongano, complicando le situazioni e disperdendo molte delle energie unane disponibili.

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